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L'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trento ha ritenuto di mettere a disposizione la videoregistrazione relativa agli atti del convegno "La dimensione professionale e i rischi giudiziari: conflitti e prospettive in tema di responsabilità medica" tenutosi, il 21 novembre 2009, alla sala Civica di Mezzolombardo.
Hanno partecipato: dott. Giorgio de Vigili e dott. Paolo Dalrì, U.O. di Medicina Ospedale di Trento, Sig.ra Anna Maria Helfer, Sindaco di Mezzolombardo, dott. Ugo Rossi, Assessore alla Salute e Politiche Sociali Provincia Autonoma di Trento, dott. Franco Debiasi, Direttore Generale APSS, dott. Paolo Ghezzi, giornalista-editore Trento, dott. Enrico Baldantoni, Direttore Cura e Riabilitazione APSS, dott. Claudio Gottardi, Presidente Sezione Penale del Tribunale di Bolzano, dott. Fabio Cembrani, Direttore U.O. Medicina Legale Trento e il dott. Giuseppe Zumiani, Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trento.
In tema di responsabilità professionale, è sempre più forte l'esigenza del medico di poter pianificare e svolgere la propria pratica professionale in una dimensione di libertà e di fiducia, come sancite dai comuni principi della deontologia.
Tali ultimi requisiti, tuttavia, non sembrano oggi improntare il rapporto medico-paziente, nè facilitare nella società la percezione della complessità della decisione clinica; decisione dalla quale possono anche derivare, a cascata e in maniera perversa, distorsioni che coinvolgono via via il piano giudiziario, quello mediatico e quello disciplinare.
Si è voluto fornire uno sguardo allargato sul fenomeno del contenzioso giudiziario in ambito sanitario, non già per promuovere una medicina di tipo "difensivo" ma per coglierne gli elementi di criticità che ci portano a riacquistare il significato più autentico del rapporto di cura necessariamente orientato anche alla sicurezza del paziente e a rinforzare un patto di stabilità tra i cittadini, le istituzioni e la medicina.
Inoltre interloquire, a più voci, con i diversi protagonisti della vicenda, rappresenta un'occasione aggiuntiva per stimolare forme di mediazione e di conciliazione tra le Parti e per salvaguardare, ancora una volta, quell'area terapeutica così fondamentale e che è quella del rapporto medico-paziente.
Questa logica, alla fine, porta a recuperare il significato etico-deontologico e giuridico della responsabilità professionale posto quale difficile crocevia in cui si intersecano l'autonomia e la responsabilità della persona con l'autonomia e la responsabilità del medico.
L'auspicio è quello di fornire ai medici una occasione di riflessione su un tema spesso sottovalutato se non da chi è stato realmente coinvolto.
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Giorgio de Vigili
Coordinamento scientifico
U.O. di Medicina - Ospedale di Trento
giorgio.devigili@apss.tn.it |
PS: i video potrebbero non essere visibili da reti aziendali.
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